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San Pietro delle Immagini

Splendido esempio di Romanico Pisano, di costruzione risalente al periodo fra il 1080 e il 1220, costruita in tre fasi all'interno di questo periodo, situata a 4 Km circa dal paese sulla SS 134 verso Laerru. Parte integrante di un Monastero, del quale restano poche tracce delle vecchie mura sul terreno. Una volta custodiva diversi altari lignei e un Gruppo Ligneo della Deposizione del XIII secolo di autore ignoto di scuola fiorentina. Tali opere si trovano ora nella Parrocchiale di Bulzi.  Situata al centro dell'Anglona, si trova su una linea che comprende 8 chiese: S.Maria di Tergu, S.Pancrazio, S.Nicola di Silanis (rovine, in parte restaurata), S.Maria di Solio o SS.Annunziata (rovine), S.Giovanni, S.Elia, S.Pietro di Simbranos (chiesa scomparsa, era situata a nord del centro abitato di Bulzi, con la quale in alcune guide viene spesso confusa San Pietro delle Immagini) e San Pietro delle Immagini. Le suddette chiese facevano parte di complessi abbaziali in massima parte benedettini (Cassinesi) ed erano state donate dai Giudici di Torres ai monaci di Montecassino nel XII secolo.
Alcuni studi ipotizzerebbero l'identificazione di questa Chiesa con quella di San Pietro di Nurchi, nominata nei documenti attestanti i possedimenti Cassinesi ma mai ritrovata. Questa teoria venne esposta per la prima volta nel libro "Un segno nel Tempo" di Annamaria Premoli nel 1997. Inoltre sono stati ritrovati reperti di epoca romana e questo induce a ritenerla un'area sacra pagana. Probabilmente venne riutilizzata anche in epoca bizantina. La chiesa è soggetta nell'ultimo anno ad opere di restauro e ricerca, sia all'interno che nell'area adiacente che costituiva la pertinenza del monastero. Ora è possibile anche seguire un itinerario alternativo alla strada statale, che grazie ad un ponticello in legno recentemente costruito dal Comune permette, a piedi o in bici, di arrivare alla chiesa seguendo parte dell'antico tracciato che collegava Bulzi alla stessa. Inoltre nell'area circostante si trova una sorgente di età Romana, che alimenta la fontana presente nel piazzale antistante la chiesa, e più distante il Nuraghe Rodas, quadrilobato con tracce di un villaggio nuragico.

(Testo di Andrea Brianda, Bulzi)